Primi caldi estivi e condizionatori al massimo. Timori da blackout? La situazione è, per ora, sotto controllo. Qualche grattacapo, con il caldo “vero”, protrebbe venire proprio dalla rete di trasmissione. A cominciare dalla zona critica per eccellenza, la Sicilia, dove l’afa ancora ci ha lasciato un pò in pace. «La burocrazia sta bloccando il nostro piano di sviluppo. E il versante più critico è proprio quello siciliano» dichiara Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Terna, la società a controllo pubblico chiamata a gestire la rete di trasmissione secondo il principio di piena neutralità tra operatori. Si rischia la crisi vera, subito. Sicuramente in Sicilia. La grande isola ha centrali per 6.500 megawatt teorici, che diventano 4.500 di disponibilità effettiva e poi 3.400 quando le poche interconnessioni con lo Stivale non riescono a fare da “cuscinetto” operativo. Un problema che potrebbe essere risolto con quattro o cinque potenziamenti messi in cantiere da Terna, che ruotano attorno al nuovo elettrodotto tra Sorgente (Messina) e Rizziconi (Reggio Calabria), e alla chiusura dell’”anello” elettrico tra Ragusa, Palermo e Catania. Tutti progetti bloccati.
Anche noi abbiamo incontrato, molte volte, difficoltà operative tanto da farci prendere posizioni assolutamente nette nei confronti dei nostri clienti imprenditori, nella rinunzia di interventi realizzativi di impianti da fonti rinnovabili di medie e grandi potenze. La rete di distribuzione in Sicilia è veramente ridicola e non tiene conto, per niente, di quello che potrà essere, se già non lo è, con la connessione di tutti gli impianti fotovoltaici in cantiere. E pensare che proprio oggi si annunciano rincari dell’energia elettrica di circa l’8%. Se non è conviente ora il fotovoltaico, quando lo sarà?
Via| Ilsole24ore.com
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