Iniziamo dicendo che, fondamentalmente, sia che si tratti di un contatore per piccole utenza monofase, sia che si tratti di un cantatore aziendale, per utenze trifase, poco cambia; tranne nel fatto che sul trifase si leggerà anche la cosiddetta “energia reattiva“, che gli utenti (attività produttive) pagano come una sovrattassa.
Premendo l’apposito pulsante di lettura, i primi dati che spuntano sono il “numero cliente” e la fascia oraria in atto (le caratteristiche del mio contratto). Continuando con il pulsante arriveranno, in ordine:
- la lettura della potenza instantanea, cioè i kilowatt prelevati in quel momento;
- la lettura delle potenze prelevate e registrate dal contatore;
- la lettura della potenza prelevata nel periodo di fatturazione corrente per le fasce individuate precedentemente;
- la lettura della potenza prelevate nel periodo precedente (ultima lettura) sempre nelle fasce previste dal contratto.
Da questo momento in poi, continuando premere il tasto lettura, si inizieranno a leggere i dati delle potenze immesse, cioè la produzione del mio impianto fotovoltaico, sempre secondo logica, periodo corrente e precedente e secondo le fasce di consumo individuate dal contratto (informazione che abbiamo visto viene letta all’inizio dal contatore).
La lettura periodica del contatore permette di avere un’idea sulla distribuzione dei consumi dell’utente, nelle fasce da contratto e, quindi, una conoscenza delle abitudini di consumo che potrebbero portare alla modifica del contratto stesso. La lettura delle immissioni già indica il corretto funzionamento del mio impianto fotovoltaico, se immetto vuol dire che produce. Però non esaurusce il monitoraggio delle stesso. Occorre verificare i dati indicati dall’inverter, metterli in relazione con le caratteristiche tecniche dell’impianto ed analizzarli insieme a quelli letti nel contatore. Sono tutte cose che possono essere fatte anche dai non addetti ai lavori. Ovviamente se delegate questo monitoraggio ad aziende che ne fanno un mestiere, state certi che non sono soldi buttati.
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Qui potete scaricare la scheda tecnica del contatore ENEL installato
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Una lettura interessante, quella dell’enel, direi un classico XD
Complimenti per il blog!
Spero avrai modo di ricambiare la visita sul nostro blog Vongole & Merluzzi, dove tra l’altro nell’ultimo post si parla di un libro appena uscito…
http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/03/02/time-of-life-and-others-marvellous-times-recensione/
sono passato dal vostro “mare” … vongole & merluzzi mi piace, anche se preferisco le Cozze. E poi scusate ma le vongole non stanno insabbiate?
haaha si, infatti le vongole sono decisamente insabbiate. Cerchiamo infatti di cacciarle da lì!
salve blog molto interessante, io vorrei solo una conferma: facendo la sottrazione dei prelievi del periodo attuale e precedente e quelli delle immissioni, si otterrà il numero dei kw (nel mio caso in eccesso in quanto le immissioni sono più alte del prelievo). quindi avendo i kw immessi di gran lunga superiori dovrei cercare di consumare consumare più energia elettrica giusto?? grazie
La tua analisi è molto razionale, però voglio anche ricordati che questa energia immessa in rete può essere, a tua scelta, liquidata monetariamente alla fine di ogni anno. Certo è un calcolo astruso, però questo eccesso di energia immesso in rete potrebbe diventare moneta con la richiesta di liquidazione. Inoltre, cosi come noi diciamo ai nostri clienti, se installi un impianto fotovoltaico, dovrebbe essere logico convertire alcune utenze, utenze GAS in specie, che se rientrano nel consumo previsto dal tuo impianto fotovoltaico hanno una loro giusta logica ad essere oggi elettriche.
Spero di essere stati utili e ci sentiamo.
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