Scambio sul posto e oneri di sistema: cambiano le regole

L’Aeeg (Autorità per l’energia elettrica ed il Gas) annuncia modifiche allo scambio sul posto. Per gli impianti fotovoltaici tra 20 e 200 kW di fatto si stralcia la cumulabilità con gli incentivi.

Con il Dco 488/2013/R/eel, in consultazione dalla settimana scorsa e su cui si possono inviare osservazioni fino al 25 novembre, si propone un aggiornamento del limite massimo per la restituzione degli oneri generali di sistema degli impianti che godono dello scambio sul posto.

Obiettivo è “evitare che, nell’ambito dello scambio sul posto, continuino ad essere restituiti gli oneri generali di sistema nel caso di iniziative per cui i ricavi medi totali (al netto dell’effetto dello scambio sul posto) già superano i costi medi totali di produzione comprensivi di un’adeguata remunerazione del capitale investito (un WACC dell’8% secondo l’Aeeg, ndr)”

Lo scambio sul posto è il meccanismo di compensazione tra immissioni e prelievi da e per la rete: l’utente dello scambio produce energia col suo impianto fotovoltaico, in parte la autoconsuma all’istante, in parte la immette in rete. Per tutta l’energia immessa in rete l’utente dello scambio ha diritto ad un rimborso compensativo. Questo rimborso è il contributo dello scambio sul posto, ma, ed è questa la particolarità della convenzione di scambio, l’utente ha diritto a vedersi rimborsata non solo il valore economico dell’energia immessa (che è mediamente circa 0,09-0,10 €/kwh), ma anche alcuni oneri e servizi “offerti” dalla rete nella quale immette e dalla quale ripreleva l’energia.

L’autorità per l’energia elettrica, con il Dco 488/2013/R/eel, ha comunicato i suoi orientamenti e proposte relativi alla rimodulazione dello scambio sul posto.

Nello specifico il dibattimento in corso riguarda le soglie di restituzione all’utente dei corrispettivi relativi all’utilizzo della rete: trasmissione, distribuzione e dispacciamento. Queste tre voci di costo, normalmente pagate in bolletta, vengono rimborsate per tutta l’energia immessa in rete dal fotovoltaico.

La proposta dell’Aeeg è quella di porre un tetto, una soglia massima, di restituzione dei corrispettivi di rimborso all’utente finale. La soglia massima di rimborso riguarderebbe alcuni oneri generali di sistema relativi ai grandi impianti da fonti rinnovabili che avrebbero già, di per sè, una buona remunerazione anche senza i benefici dello scambio sul posto.

L’autorità propone dunque:

  • per gli impianti sotto i 20 kW: continuazione (o una soglia massima) del rimborso per tutti gli oneri di rete
  • per gli impianti tra 20 e 200 kW: riduzione del tetto massimo di rimborso degli oneri di rete
  • per gli impianti sopra i 200 kW: eliminazione del rimborso degli oneri di rete
  • L’Aeeg, inoltre, proporrebbe alcuni altri vantaggi per impianti fotovoltaici tra 20 kW e 200 kW che non ricevono gli incentivi.

L’obiettivo di questo limite, stando a quanto comunicato dall’Aeeg, sarebbe quello di evitare che, attraverso la convenzione di scambio, continuino ad essere restituiti gli oneri generali di sistema anche nel caso di impianti già remunerativi anche senza i benefici dello scambio sul posto. Questo sarebbe per gravare meno sulle bollette di tutti gli altri utenti (la stessa motivazione per la quale avevano via via interrotto e tagliato gli incentivi del conto energia).

Stando alle ipotesi dall’Autorità per l’energia, queste modifiche ai rimborsi dello scambio sul posto ridurrebbero del 15% l’incidenza complessiva sulla componente tariffaria A3 della bolletta elettrica.

Tabella_limiti_2013_scambio_sul_posto

Le conseguenze pratiche? Per le nuove installazioni FV non incentivate non cambia nulla: gli oneri di sistema in bolletta si aggirano infatti sui 4-5 centesimi per kWh, dunque ben al di sotto di quel limite fissato a 9,1 cent/kWh.

L’introduzione del tetto tuttavia crea un elemento di incertezza in più: la delibera 570/2012/R/efr stabilisce infatti che il valore possa essere aggiornato su base annuale fino a prevederne eventualmente l’azzeramento e che il limite possa essere esteso anche agli impianti di potenza inferiore ai 20 kW.

Anche per gli impianti incentivati, che vedono il rimborso degli oneri azzerato, l’impatto non dovrebbe essere particolarmente grave: “A livello preliminare possiamo ipotizzare una variazione, ovviamente negativa, dell’IRR per impianti tra 20 e 200 kW già in esercizio che sfiora il punto percentuale. Ovviamente il valore dipende da molte variabili, come l’assetto del singolo impianto e la quota di energia scambiata”, stima Tommaso Barbetti, analista di eLeMeNS.

Più che l’effetto concreto qui però lascia perplessi la legittimità dell’intervento dell’Autority: nella pratica il Regolatore stralcia la cumulabilità tra incentivi e scambio sul posto, disposta dalla Legge. Una questione da portare davanti al Tar? L’indicazione di una possibile riforma dello scambio sul posto è presente anche nella Strategia energetica nazionale, e quindi sembrava ovvio che un eventuale intervento dovesse arrivare per via legislativa.

Il documento di consultazione 488/2013/R/eel (pdf)

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