Pompe di calore, nuova tariffa per il riscaldamento sostenibile

simbolo_caldo_freddo154Il mercato italiano della climatizzazione con pompe di calore potrebbe essere al decollo grazie all’introduzione di una nuova tariffa flat.

Da luglio infatti si eliminerà un ostacolo che sinora ha limitato la diffusione in Italia delle pompe di calore, in particolare nel mercato del residenziale: quello delle bollette elettriche troppo salate.

Il merito è della nuova tariffa flat dedicata a questa tecnologia, la “D1”, che dal terzo trimestre 2014 sostituirà la tariffa attuale, progressiva e penalizzante per chi ha consumi più elevati come coloro che utilizzano una pompa di calore. Un sistema, peraltro, efficientissimo nell’impiegare l’elettricità per produrre riscaldamento, climatizzazione estiva e acqua calda sanitaria.

La nuova tariffa introdotta dall’Autorità per l’Energia verrà applicata a livello sperimentale e su base volontaria ai clienti, sia con contratti di mercato libero che di “maggior tutela”, che usino la pompa di calore come sistema di riscaldamento principale nell’abitazione di residenza: pagheranno tutti i chilowattora consumati circa 21 centesimi di euro e non dovranno più ricorre all’espediente, molto diffuso, di installare un secondo contatore riservato alla pompa di calore.

Questa novità – assieme alla proroga delle detrazioni fiscali del 65% fino al 31 dicembre 2014, oltre all’altra opportunità di incentivazione diretta offerta dal Conto Termico – candida il 2014 ad anno di svolta per lo sviluppo del mercato di questa tecnologia.

L’attuale progressività delle tariffe in funzione dei consumi tende a sfavorire l’utilizzo dell’energia elettrica per usi termici: malgrado l’alta efficienza energetica, l’utilizzo di una pompa di calore porta alla crescita di consumi e bolletta. La nuova tariffa sperimentale ridurrà l’aumento della spesa e renderà queste tecnologie economicamente più competitive.

Ad oggi, per un cliente domestico ‘tipo’, con 2.700 kWh/anno di consumi, le tariffe per i servizi di rete rappresentano circa il 35% della bolletta, ma per gli alti consumi, le tariffe di rete possono arrivare fino al 48% della spesa totale. Altra cosa sono i servizi di vendita riferiti al prezzo dell’energia elettrica consumata, pari al 50% circa della spesa totale.

La tariffa per utenze domestiche D1 non si può in realtà definire “nuova” è una tariffa cost-reflective di riferimento che esiste da diversi anni ma che non è mai stata applicata a clienti finali.

Tariffe-D1-D2-D3-IV-trim-2013

Ai clienti domestici oggi sono applicate la tariffa D2 (agli utenti residenti ‘tipo’ con potenza contrattuale non superiore a 3 kW) e la tariffa D3 (applicata alle ‘seconde case’ e a chi ha un contatore con potenza maggiore di 3 kW, nel grafico è riportato il costo medio della fornitura per un utente residente con contatore da 4,5 kW di potenza).

Attualmente nel caso si installi una pompa di calore elettrica per riscaldamento si può continuare ad utilizzare la tariffa D2 (o passare alla D3 se si deve aumentare la potenza disponibile a valori superiori a 3 kW), una tariffa progressiva caratterizzata da costi molto elevati quando si supera un consumo di 5-6.000 kWh annui, la tariffa può comportare quindi un costo marginale dell’ordine dei 38 c€/kWh per i consumi ‘aggiuntivi’ dovuti alla pompa di calore.

In alternativa oggi è possibile installare un nuovo contatore con tariffa BTA a servizio della pompa di calore, una tariffa non domestica che comporta costi dell’ordine di 28-32 c€/kWh per consumi di circa 3.000 kWh/anno. Questa seconda soluzione ha il pregio di permettere di mantenere una tariffa D2 per i consumi domestici ‘base’ e quindi permette di pagare l’energia elettrica circa 20 c€/kWh se i consumi (extra-pompa di calore) rimangono nei limiti dei 3.000 kWh annui.

Grazie al provvedimento dell’Autorità da luglio prossimo si potrà avere un unico punto di prelievo con cui alimentare sia la pompa di calore che le altre utenze domestiche ricevendo un’unica bolletta con un costo del chilowattora che grazie alla tariffa D1 non crescerà, o quantomeno crescerà molto poco, con l’aumentare dei consumi e il costo del chilowattora sarà più basso rispetto alle tariffe oggi disponibili (D2, D3 o BTA).

Dopo la climatizzazione a pompa di calore, il prossimo passo è l’estensione della tariffa flat anche alla ricarica domestica per l’e-mobility.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: