Regime fiscale e tassazione sui ricavi da fotovoltaico

V CONTOIl fotovoltaico assicura numerosi vantaggi economici che si traducono in risparmio in bolletta e ricavi in base al tipo di contratto sottoscritto con il GSE.

Infatti, nonostante la fine degli incentivi erogati dal GSE, esistono altre forme di ricavo possibile per il fotovoltaico gestite dallo stesso organismo: lo Scambio sul Posto (SSP) ed il Ritiro Dedicato (RID).

In questo articolo analizzeremo regime fiscale e tassazione a cui incentivi, SSP e RID sono soggetti.

Per quanto riguarda gli incentivi, nell’ultimo Conto Energia, il quinto, si distinguevano la tariffa TPA (premio sull’autoconsumo) e la tariffa TFO (tariffa omnicomprensiva).

L’introito per l’autoconsumo (TPA) non è tassabile e non è soggetto ad alcun tipo di regime fiscale. L’introito derivante dalla cessione dell’energia prodotta non autoconsumata immessa nella rete elettrica (TFO) invece sì.

Per quanto riguarda Scambio sul Posto e Ritiro Dedicato, in quanto ricavi, essi sono sottoposti ad un regime fiscale come qualsiasi altro introito economico.

Bisogna però fare un distinguo sul regime fiscale dei ricavi da fotovoltaico.

 Regime fiscale in caso di contratto di Scambio sul Posto

Il titolare dell’impianto in Scambio sul Posto riceve due tipi di bonifici:

  • il “contributo in conto scambio“ (a) (che è un rimborso parziale delle bollette)
  • la (eventuale) “liquidazione delle eccedenze“ (b). Cioé: se l’utente a fine anno ha immesso in rete più energia di quanta ne ha riprelevata per i propri consumi, il surplus viene pagato dal GSE come se fosse una vendita.

(a) Il regime fiscale sul “contributo in conto scambio” dipende dal tipo di utente:

  • per impianti domestici sotto i 20 kW il contributo non ha rilevanza fiscale
  • per impianti commerciali e comunque tutti quelli sopra i 20 kW il contributo del GSE assume rilevanza fiscale ed è sottoposto a tassazione completa, come qualsiasi altro reddito: in questo caso sul contributo si dovranno pagare sia le imposte dirette (Irpef, Ires, etc.) sia l’IVA e dovrà essere emessa fattura.

(b) Il regime fiscale sulla “liquidazione delle eccedenze”:

  • per impianti domestici sotto i 20 kW l’ammontare ricevuto dal GSE assume rilevanza fiscale, ma non è necessaria la partita IVA e non è necessario emettere fattura. In questo caso si dovrà dichiarare nella dichiarazione dei redditi la somma ricevuta sotto la voce “Altri redditi“ e le eccedenze sono viste come se fossero una vendita (senza IVA) e vengono dichiarate e tassate al pari del reddito del proprio lavoro. La quota ricevuta va a sommarsi al reddito abituale dell’utente e verrà sottoposta l’aliquota Irpef relativa al reddito complessivo percepito nell’anno solare.
  • Per utenti con partita IVA o comunque per tutti gli impianti commerciali o sopra i 20 kW dovrà essere emessa regolare fattura (IVA più le altre imposte dirette).

In poche parole, per il titolare di impianto domestico al di sotto dei 20 kW il contributo in conto scambio non assume rilevanza fiscale, la liquidazione delle eccedenze invece sì e va dichiarata nella dichiarazione dei redditi in “Altri redditi“.

Per l’utente commerciale o titolare di impianto al di sopra dei 20 kW in entrambi i casi c’è tassazione completa ed emissione di fattura.

Regime fiscale in caso di contratto di “ritiro dedicato” (RID), cioè contratto di vendita

In questo caso l’attività dell’impianto si configura sempre come attività commerciale. Il ritiro dedicato è, infatti, la vendita di energia alla rete sfruttando i “prezzi minimi garantiti” definiti dall’Autorità per l’energia elettrica.

I proventi generati da questa attività di vendita sono in ogni caso tassati, ma anche qui cambia il regime fiscale (o meglio: il tipo di tassazione) in base al tipo di utente.

  • per impianti domestici sotto i 20 kW i proventi devono essere comunicati nella dichiarazione dei redditi come “Altri redditi” perché si aggiungono al reddito del proprio lavoro abituale e sono applicate le imposte dirette (Irpef, etc.).
  • per utenti commerciali o comunque per gli impianti sopra i 20 kW  è obbligatorio emettere fattura. In questo caso, dunque, vengono pagate sia l’IVA che tutte le altre imposte dirette (Irpef, etc.). 

In poche parole, per il titolare di impianto domestico al di sotto dei 20 kW i proventi da ritiro dedicato hanno rilevanza fiscale e vanno dichiarati nella dichiarazione dei redditi in “Altri redditi“.

Per l’utente commerciale o titolare di impianto al di sopra dei 20 kW in entrambi i casi c’è tassazione completa ed emissione di fattura.

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