Guida alla lettura di contatore di energia prodotta e contatore bidirezionale

Un impianto fotovoltaico serve a risparmiare sulla bolletta elettrica grazie all’autoproduzione dell’energia necessaria. Spesso però non si ha idea delle quote di energia prodotta, consumata, immessa in rete e prelevata dalla rete.

Gli strumenti che consentono di misurare tutte le informazioni necessarie sono i contatori: uno “a monte”, l’altro “a valle” del sistema.

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Il primo contatore è un misuratore che permette di conteggiare tutta l’energia prodotta dal proprio impianto.

Si tratta del classico contatore che, anziché misurare l’energia prelevata dalla rete, misura tutta l’energia prodotta, a prescindere dalla strada che poi intraprende.

L’energia prodotta infatti può andare verso le utenze domestiche, se c’è richiesta, verso delle batterie di accumulo, oppure verso la rete elettrica esterna.

In questo caso l’energia passa da un ulteriore contatore: il contatore di scambio o “contatore bidirezionale”.

Esso fa due misurazioni: da un lato misura tutta l’energia immessa in rete, dall’altro tutti i kWh prelevati dalla rete (come tutti i classici contatori nelle nostre case).

  • Il contatore di produzione serve a conteggiare la quantità di autoconsumo fotovoltaico. L’autoconsumo, che è sempre il fattore di maggiore risparmio, viene infatti calcolato sottraendo da tutti i kWh prodotti (misurati dal primo contatore), i kWh immessi in rete (misurati dal secondo).

In una formula: “energia prodotta meno energia immessa in rete è uguale a energia autoconsumata“.

Ad esempio:

    • col primo contatore misuriamo 1.000 kWh prodotti,
    • col secondo contatore, “bidirezionale”, misuriamo 400 kWh immessi in rete

l’autoconsumo è pari a 600 kwh.

Se l’energia in bolletta costa 0,25 €/kWh allora con 600 kWh di autoconsumo avremo risparmiato circa 150 euro in bolletta.

  • Il contatore bidirezionale inoltre serve a calcolare immissioni e prelievi, necessari a calcolare i rimborsi dello scambio sul posto.

Lo scambio sul posto è una convenzione, stipulata tra Soggetto Responsabile dell’impianto e GSE, che consente, al Soggetto Responsabile di realizzare una specifica forma di autoconsumo immettendo in rete l’energia elettrica prodotta ma non autoconsumata, per poi prelevarla in un momento differente da quello di produzione.

Se prendiamo ad esempio un contatore Enel, in genere, le misurazioni vengono suddivise per fasce orarie. Si tratta di tre fasce orarie corrispondenti alle fasce orarie che vengono tariffate in bolletta: F1, F2, F3.

Alla fascia di consumo F1, quella più costosa, corrispondo tutti i consumi (o le immissioni) effettuati dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 19.

Alla fascia F2, fascia di costo intermedia, corrispondono i consumi (o le immissioni) effettuati dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 8 e dalle 19 alle 23 ed il sabato dalle 7 alle 23.

Alla fascia F3, quella più economica, corrispondono i consumi (o le immissioni) fatti la notte, la domenica (tutto il giorno) o i festivi.

Alle fasce orarie F1, F2, F3 corrispondono le voci A1, A2, A3 del contatore Enel.

Per calcolare i kWh totali immessi in rete o prelevati dalla rete bisognerà sommare i valori indicati in A1, A2, A3.

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